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RISCHI

Il monitoraggio sismico
Prima parte della missione
Seconda parte della missione
Terza parte della missione

Il monitoraggio sismico della piattaforma aeroportuale di Nizza

Il Servizio delle basi Aeree dell'Aeroporto ha lanciato uno studio su:

  • Un bilancio completo dei venti anni di controllo e del monitoraggio della piattaforma assicurato dalla Direzione Dipartimentale delle Infrastrutture, e consiste in una sintesi dell'evoluzione dei principali indicatori misurati, ed un apprezzamento globale del comportamento generale del colmata Sud rispetto alle previsioni teoriche, con identificazione dei principali punti duri,
  • Una proposta di aggiornamento conseguente del programma attuale di controllo e del monitoraggio della piattaforma allo scopo di ottimizzare i crediti dello Stato,
  • La definizione di una soglia di allarme sismico (o numerose soglie successive), in vista dell'elaborazione ulteriore di una procedura di urgenza che permetterebbe a termine di togliere definitivamente le estremità Est e Ovest della pista Sud.

La raccolta dei dati comprende cinque famiglie di parametri da seguire (cf. pianta):

  1. Riconoscimenti fisiografici (sonar laterale),
  2. Monitoraggio di rilevatori inseriti sulle dighe, a colonna e ad asse (rilevazioni topografiche terrestri) (colonne cemento sulle rocce che formano dighe),
  3. Rilevamenti batimetrici dei fondi marini (topo sottomarino)
  4. Rilevamenti di profili caratteristici,
  5. Monitoraggi piezometrici delle falde freatiche e artesiane (rilevamenti mensili degli apparecchi registratori

SINTESI DELLA PRIMA PARTE DELLA MISSIONE

L'insieme dei risultati del monitoraggio della piattaforma rivela la stabilità attuale del sito.

I rilevamenti batimetrici (a l'ecoscandaglio) fisiografici che mettono in evidenza dei piccoli movimenti di debole ampiezza, a volte reversibili, ma mai significativi:

  • per la batimetria d'insieme, le curve di livello sono simili tra 1989 e 1994 (stabilità dei fondi marini), solo dei fenomeni di scavo e di ricarico sono da segnalare puntualmente su dei profili particolari
  • per la fisiografia, le diverse facies granulometriche sono state messe in evidenza (ciottoli, ghiaia, blocchi formanti una scogliera artificiale) senza che alcun movimento significativo sia messo in evidenza.

Le misure topografiche di superficie mostrano un comportamento normale della piattaforma con degli sprofondamenti leggermente inferiori alle previsioni teoriche. Le ampiezze di sprofondamento aumentano regolarmente quando ci avviciniamo alle estremità della pista: 0.90 m a Est e 1.20 m a ovest; si nota ugualmente un aumento delle ampiezze andando verso sud ma meno importante.

Per le dighe, i risultati sono i seguenti:

  • dighe a nord: gli sprofondamenti aumentano andando verso l'ovest da 0.19 m a 0.74 m; velocità di sprofondamento da 1 a 8 mm per anno andando verso ovest
  • diga ovest: Gli sprofondamenti omogenei da 1.18 a 1.30 m; velocità di sprofondamento da 6 a 8 mm all'anno andando verso sud
  • diga sud ovest: gli sprofondamenti da 0.38 a 0.54 m; velocità di sprofondamento da 10 a 12 mm all'anno (da confermare tramite monitoraggio futuro, ricupero)
  • estremità ovest dell'asse della pista sud: le ampiezze aumentano andando verso ovest. Sprofondamenti da 0.10 a 0.50 m; velocità di sprofondamento dal bordo della pista 10 mm/anno da nord a sud
  • diga est: le ampiezze diminuiscono da nord a sud, sprofondamenti di 0.55 m, velocità di sprofondamento da 3 a 8 mm /anno da nord a sud
  • diga Sud: evoluzione regolare dal 1979, gli sprofondamenti da 0.30 a 0.90 m da ovest verso l'est, velocità di sprofondamento da 2 a 7 mm nel 98/99 in estremità est della pista
  • estremità est dell'asse della pista sud: gli sprofondamenti da 0.10 a 0.29 m ovest verso est, velocità di sprofondamento di 5 mm all'anno all'estremità est della pista.

Il monitoraggio delle due falde (artesiana e freatica) mostra la loro relativa stabilità con dei movimenti di debole ampiezza che non rischiano di destabilizzare la piattaforma; livelli medi (quote NGF) di 0.80 m per la falda freatica e 4.60 m per la falda artesiana..

SINTESI DELLA SECONDA PARTE DELLA MISSIONE

Rilevamenti fisiografici (sonar laterale). Queste rilevazioni procurano una vista generale della parte immersa della diga e permettono di rilevare gli eventuali movimenti di blocchi rocciosi. Queste rilevazioni poco precise non possono essere un aiuto alla decisione e devono essere completate da dei rilevamenti visivi da parte di sommozzatori. La frequenza consigliata è annuale. Una tale visita tramite sommozzatori è stata effettuata in ottobre 2001. 68 foto sono state realizzate, 3.5 km di diga sono stati ispezionati.

Non è stato rilevato nessun disordine maggiore
Solo qualche piccolo disordine su delle canalizzazioni immerse
e dei blocchi sollevati al livello delle dighe.

Visita della parte immersa delle dighe tramite sommozzatori FONDASOL indica la realizzazione di rilevamenti visivi da parte di sommozzatori per completare la fisiografia. Si tratterebbe di controlli localizzati. Visita completa delle dighe su un periodo da 7 a 10 anni, complemento indispensabile dei rilevamenti fisiografici. .

Rilevamenti batimetrici Rilevamenti nel 1/2000 interessanti per la messa in evidenza di un'importante zona instabile. Profili particolari nel 1/2000 che rendono conto delle evoluzioni a piccola scala, da completare tramite un prof l'EW impiantato nell'asse del talweg situato a Nord Est della Piattaforma. Frequenza consigliata: annuale.

Rilevamenti topografici terrestri Diminuzione importante del numero dei punti monitorati da 227 a 42 poiché solamente qualche punto pertinente. Consigliata periodicità annuale.

Misure piezometriche Il dispositivo attuale deve essere integralmente conservato: - 2 piezometriche freatiche - 6 piezometriche artesiane. Il monitoraggio continuo con rilevamenti mensili resta invariato, inoltre un monitoraggio del livello del mare è consigliato in previsione di innescare un allarme (uno studio specifico è necessario) se una situazione del tipo 1979 si riproducesse.

SINTESI DELLA TERZA PARTE DELLA MISSIONE

Tre soglie di allarme in ampiezza di movimenti sono state definite - debole, intermediario e limite - in funzione delle accelerazioni di soglia corrispondenti ai limiti della rottura delle diverse classi d'opera. La rimozione della neutralizzazione è condizionata dall'adozione di un sismografo e l'elaborazione delle procedure di emergenza; la gara d'appalto è stata lanciata nel 2002.

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